Gospel 2008

In memory of James Cotton

Un denso programma per il Festival che spegne 27 candeline ed entra a far parte dell’Italian Blues Union, l’associazione che riunisce l’intero mondo del Blues nazionale. Fa parte, inoltre, dell’European Blues Union associazione che riunisce ben 23 nazioni.

I concerti in piazza Europa si svolgono dal 19 al 22 luglio. La serata inaugurale dedicata al “Made in Sardinia”: si esibisce, in apertura, il duo dei Don Leone composto dai sulcitani Donato Cherchi, alla voce, e Matteo Leone alla chitarra e batteria. Chitarra slide, battiti di mani, voci rauche e una vecchia valigia sulla quale tenere il tempo: è questa l’essenza del duo che firma, in questo stesso anno, il suo esordio discografico con l’EP “Welcome To South West”. Al termine del primo set, la presentazione del progetto “Ciak! Kibera” realizzato dall’associazione Cherimus di Perdaxius, in collaborazione con Amani for Africa e la cui parte sonora è curata da Frantziscu Medda meglio noto come “Arrogalla”. La serata prosegue con la band del chitarrista Francesco Piu che presenta il suo disco “Peace And Groove” confermando il suo ruolo come elemento di punta della scena blues nazionale. A Narcao suona con Gianmario Solinas all’organo Hammond e pianoforte, Gavino Riva al basso, Giovanni Gaias alla batteria, Gianfranco Marongiu alle percussioni e le coriste Rita Casiddu, Denise Guye, Irene e Francesca Loche. 

Giovedì 20 luglio è la “serata delle armoniche” con un chiaro omaggio a James Cotton, il bluesman americano che è stato a Narcao nel 2007 e nel 2012, in grado di trasformare uno strumento a fiato, di metallo e legno, in ciò che voleva: «una nave a vapore, un treno, un sassofono, un uragano, un usignolo» come ha scritto la rivista americana “Down Beat”.

A salire per primo sul palco è Fabio Treves, autentica icona del blues italiano che ha festeggiato nel 2014 i quarant’anni di carriera. Il “puma di Lambrate” si esibisce a Narcao con Alex Gariazzo (chitarre, mandolino, ukulele, lap steel, voce), Gabriele Dellepiane (basso) e Massimo Serra (batteria, percussioni). Poi è la volta di uno dei più importanti musicisti blues viventi: Charlie Musselwhite. Genio dell’armonica, nato in Mississippi nel 1944, delizia ancora una volta il pubblico del Festival insieme a Matt Stubbs alla chitarra, June Core alla batteria e Randy Bermudes al basso. Propone uno spettacolo che si contraddistingue per la sua particolare vocalità, il virtuosismo con l’armonica e il sound tipicamente country blues della sua chitarra.

A dominare la serata di venerdì 21 luglio sono le chitarre col ritorno di Eric Sardinas, la cui ultima apparizione al Festival risale al 2006. Ispirato dal gospel, dalla Motown e il rhythm and blues, a Narcao guida un trio con Paul Loranger al basso e Demi Lee Solorio alla batteria. A seguire, in esclusiva italiana, uno degli artisti di spicco della new wave del blues americano nonché una delle figure più innovative del genere degli ultimi vent’anni: Otis Taylor. Il polistrumentista di Chicago (suona chitarra, banjo, armonica e violoncello) dimostra pienamente la sua grande duttilità e originalità nel muoversi con disinvoltura e classe attraverso jazz, rock, funk e tanti altri generi, creando un ibrido che lui stesso definisce “Trance Blues”. Arriva a Narcao pochi mesi dopo la pubblicazione del disco “Fantasizing About Being Black” e lo accompagnano Mato Nanji alla chitarra, Todd Edmunds al basso elettrico e Larry Thompson alla batteria.

Ad aprire la quarta e ultima serata del Festival, sabato 22, sono i T-Roosters, una formazione italiana composta da quattro musicisti di lunga esperienza: Tiziano Galli (chitarra e voce), Giancarlo Cova (batteria), Lillo Rogati (basso) e Marcus Tondo (armonica). Nelle note di copertina del loro disco “Another Blues to Shout” si legge che la loro musica è «un’esperienza sensoriale e sonora senza precedenti vissuta attraverso inconsueti blues calati tra le dissonanze del mondo». Si caratterizzano per un costante equilibrio tra musica e testi che raccontano storie quotidiane, affreschi di vita reale. Festosa, come da tradizione, la conclusione del Festival, con il concerto della band Afro Soul Gang di Emmanuel Djob. La sua musica è un ritorno alle origini e alle suggestioni della madre Africa. Soul classico e moderno si contaminano con i ritmi e le sonorità tipiche del continente africano dando vita a un’atmosfera musicale che si colora di groove e grande originalità. La direzione musicale della sua band è affidata al bassista Benide Fodjo Foko, con Elvis Megne Mbo Mba alle tastiere, Sébastien Debloos ai sassofoni, Michel Prandi alle chitarre, Eric Durand alle percussioni, Edwin Budon alla batteria e le coriste Elica Skaratova, Capucine Trotobas e Christina Rivoallanoi-Drevet.

Anche il programma del dopofestival è interessante: ospitato come di consueto all’agriturismo Santa Croce appena fuori dal paese, si esibiscono il duo rural blues dei Superdownhome composto da Henry Sauda (voce, chitarra, Diddley Bow e armonica) e Beppe Facchetti (cassa, rullante, tamburino e crash); il talentuoso artista isolano Moses Concas con il suo travolgente mix di armonica e beatbox, e il collaudato quartetto cagliaritano dei Bad Blues.

Il Festival è anticipato dalla rassegna denominata South in Blues. Dal 7 al 9 luglio, nei comuni di Serramanna, Vallermosa e Iglesias suona il chitarrista e armonicista Andy J. Forest con Leonardo Ghiringhelli alle chitarre, Luca Tonani al basso e Sergio Ratti alla batteria e percussioni; dal 14 al 16, invece, a Carloforte, Teulada e Iglesias si esibisce il duo italiano dei Bayou Moonshiners con Stefanie Ghizzoni (voce, percussioni, washboard e kazoo) e Max Lazzarin (piano e voce).