SARAH JANE MORRIS
L'Italia è da sempre una sorta di seconda casa per Sarah-Jane Morris: fin dai suoi primissimi esordi, nel 1980, quando - rispondendo ad un annuncio pubblicato sul settimanale musicale Melody Maker la vocalist inglese sbarca a Firenze per aggregarsi ad un gruppo blues locale, i Panama, successivamente ribattezzato Wop Avenue.
L'esperienza, condita da diversi concerti in giro per la penisola, è però di breve durata, e la Morris torna presto a Londra dividendo il suo tempo tra performance teatrali e serate nei club: durante una delle sue esibizioni viene notata da Annie Lennox e da Dave Stewart, che invitano lei e il suo partner musicale di allora, Mitch Binns, a cantare sul singolo di debutto degli Eurythmics, ''Into the garden''.
Nel 1982 Sarah-Jane è alla guida dei Republic, cosmopolita e colorito ensemble dalle forti connotazioni politiche che per qualche tempo viene salutato dalla stampa specializzata come la nuova promessa del pop britannico. Nè quel progetto nè l'avventura successiva con gli Happy End (una big band di vocazione teatral-musicale che vanta ben ventuno elementi in formazione) ottengono però lo sperato successo, a dispetto di alcune uscite discografiche per etichette indipendenti, buone recensioni da parte della critica e un'intensa attività live che include, nel secondo caso, numerosi concerti a sostegno dello sciopero dei minatori inglesi contro le serrate decise dal governo di Margaret Thatcher.
Proprio in occasione di quei ''benefit'' e del successivo tour organizzato dal movimento Red Wedge (a cui partecipano anche Style Council, Billy Bragg, Smiths e Madness) la cantante consolida i rapporti con i Communards di Jimmy Somerville: insieme a loro, nel 1986, ottiene il suo primo hit interpretando una cover di ''Don't leave me this way'', un classico degli anni '70 a firma dei celebri autori e produttori di Filadelfia Gamble & Huff. Rientrata volontariamente nell'ombra per dare sfogo alle sue variegate inclinazioni artistich (design, pittura, sartoria artigianale, recitazione: Il 1990 è l'anno del ritorno in Italia: ricevute le chiavi della città di Verona a coronamento di un suo concerto all'Arena, la Morris partecipa al festival di Sanremo accanto a Riccardo Fogli e replica l'anno successivo vincendo la manifestazione in coppia con Riccardo Cocciante: HEAVEN, l'album che include il pezzo sanremese (''I'm missing you''), viene pubblicato nel 1992 dalla Virgin italiana e frutta un'altra hit in Italia, Spagna e Grecia grazie all'ennesima cover, ''Never gonna give you up'' di Barry White.
Sposatasi con il musicista (e membro dei Pogues) David Coulter, Sarah- Jane esce poco dopo dal ''giro'' delle major, diradando produzioni e collaborazioni (che negli anni precedenti l'avevano vista al fianco di musicisti come Peter Hammill, Matt Bianco e l'italiano Gianni Nocenzi) in seguito alla nascita del figlio Otis (1995).
Dello stesso periodo è un live registrato al Ronnie Scott's, tempio del jazz londinese, mentre bisogna attendere altri due anni per il suo ritorno a tempo pieno sulla scena, grazie una volta ancora ai suoi ''contatti'' italiani: dopo una collaborazione con gli Stadio la Morris firma infatti un nuovo contratto mondiale con la bolognese Irma, che pubblica l'album FALLEN ANGEL.
Con Marc Ribot getta i semi di una futura collaborazione che si concretizza a fine 2001 quando Sarah-Jane, produce in proprio AUGUST, un disco di cover realizzato a Londra. Ad inizio 2006 arriva la raccolta AFTER ALL THESE YEARS, cui seguono nel 2007 e nel 2008 ANGELS AT CHRISTMAS e MIGRATORY BIRDS, quest'ultimo inciso con Marc
Ribot.
Line-up:
Sarah Jane Morris - voice
Kevin Amstrong - guitar
Thomas Hanry - guitar
Michael Remy - guitar
Anthony Genochey - drums
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