ERIC BURDON & THE ANIMALS
La vita di Eric Burdon è un percorso musicale intenso e impareggiabile nella storia della musica rock. Dalla band britannica The Animals, che da Newcastle si impone sulla scena mondiale, allo scenario rock psichedelico di San Francisco, dai WAR, la grande funk band degli anni 70 alle esplorazioni nel jazz blues insieme al grande Jimmy Witherspoon: un percorso che racconta l'evoluzione di una delle voci più potenti e carismatiche del blues e del folk-rock mondiale.
La band britannica The Animals di Burdon ha contribuito più di ogni altro gruppo a far nascere un diffuso interesse per la musica nera delle radici, creando una via bianca al rhythm&blues ed ha anticipato mezza storia della musica rock, dal garage-rock degli anni '60 al punk-rock degli anni '70.
Il gruppo The Animals nasce a Newcastle Upon Tyne attorno alle figure del tastierista Alan Price e del cantante Eric Burdon. Quest' ultimo entra a far parte, nel 1962, dell'Alan Price R&B Combo, formazione che riunisce il bassista Bryan ''Chas'' Chandler, il batterista John Steel e il chitarrista Hilton Valentine. Modificano il nome in The Animals, efficace descrizione delle indiavolate serate proposte dalla formazione. Grazie a una segnalazione di Graham Bond, il talent scout Giorgio Gomelsky porta il famoso bluesman Sonny Boy Williamson a Newcastle per incidere con questi giovani appassionati di rhythm&blues: il risultato dell'incontro è documentato nei 33 giri The Animals Live At The Club A Go Go e The Animals With Sonny Boy Williamson. Il debutto londinese del quintetto avviene al Crawdaddy Club di Gomelsky, ma è il produttore Mickie Most a mettere sotto contratto la band. Nel 1964 incidono i primi due 45 giri: ''Baby Let Me Take You Home'' (il debutto discografico della formazione) presenta un'originale miscela di rhythm&blues, beat e folk. Prendendo spunto dallo stesso album di Josh White sul quale compare il traditional fonte d'ispirazione per la prima canzone, incidono una memorabile versione di un altro traditional, ''The House Of The Rising Sun'', che in estate (poco prima della partenza per il primo tour in terra statunitense) li impone in tutto il mondo. Alla fine di luglio, il gruppo incide dodici canzoni, alle quali aggiunge ''Boom Boom'' e ''Dimples'' (ereditato dalle prime sedute di febbraio) per completare The Animals, il debutto a 33 giri che in novembre raggiunge le posizioni alte delle classifiche di vendita e conferma il grande amore per i padri della musica nera quali John Lee Hooker e del rock& roll (''Around and Around'' è di Chuck Berry e ''I've Been Around'' di Fats Domino). Lo stesso giorno di fine luglio incidono due canzoni di Price e Burdon, ''I'm Crying'' e ''Take It Easy'', che servono per il loro terzo 45 giri, seguìto, nel gennaio 1965, da un altro sensazionale successo: ''Don't Let Me Be Misunderstood'', ispirato dalla versione di Nina Simone. In un periodo di eccezionale favore per questa riscoperta della musica nera, gli Animals, incidono un altro classico che esce su 45 giri nel marzo 1965: ''Bring It On Home di Sam Cooke''.
Nelle sedute dedicate a questi ultimi due singoli il gruppo completa anche materiale sufficiente per il secondo album Animal Tracks, che irrompe sul mercato nel maggio 1965. Oltre a essere l'ultimo disco di Price con il gruppo, sostituito da Dave Rowberry, è la conferma dell'oculata scelta di riproporre classici quali ''Roadrunner'', ''I Ain't Got You'' e le splendide ''Hallelujah'', ''I Love Her So'' e ''I Believe To My Soul'' di Ray Charles. Il sesto 45 giri intitolato ''W've Gotta Get Out Of This Place'' è un'altra pietra miliare della musica del periodo e raggiunge i primi posti delle chart e presenta per l'ultima volta l'organico originale. Dopo il singolo ''It's My Life'' (è 'l'ultima collaborazione con il produttore Mickie Most) e l'abbandono di John Steel a favore di Barry Jenkins, la formazione apre il 1966 con il notevole singolo ''Inside Looking Out'', seguito un mese più tardi da ''Don't Bring Me Down'' e quindi dal terzo, prezioso album Animalism (negli Stati Uniti viene pubblicato, nel settembre 1966, come Animalization e con tracce diverse rispetto al titolo britannico). A questo punto Burdon lascia il gruppo, ma in settembre pubblica il 45 giri ''See See Rider'' accreditato ai New Animals (ma in realtà inciso dal solo Burdon). E' una svolta verso il nascente movimento psichedelico, tanto che in California nascono, attorno al cantante e a Jenkins, i New Animals: il chitarrista Johnny Weider, il bassista Danny McCulloch e il chitarrista Vic Briggs completano il quintetto. Il primo frutto del nuovo corso è l'incerto Eric Is Here della primavera 1967.
E' Winds Of Change (pubblicato alcuni mesi dopo) a presentare il vero, nuovo marchio Eric Burdon & The New Animals, con sonorità più in linea con quell'eccezionale annata durante la quale il cantante partecipa anche al Monterey Pop Festival. Il disco contiene ''San Franciscan Nights'' (uno degli inni della generazione hippie), ''Paint It Black'' e ''Yes I'm Experienced'' (la risposta alla domanda hendrixiana ''Are You Experienced ?'').
Nel 1968, sospinti dall'ottima performance di Monterey e dall'inno pacifista ''Sky Pilot'', gli album The Twain Shall Meet e Every One Of Us (con l'aggiunta del tastierista Zoot Money all'organico) confermano un Eric Burdon alle prese con percorsi lontani dagli inizi (''New York 1963-America 1968'' è una lunga pièce di ben venti minuti).
Scoraggiato dagli scarsi riscontri in patria, quando gli ultimi due album vengono pubblicati ha già sciolto i New Animals per dedicarsi a un interessante carriera solista.
Insieme all'armonicista Lee Oskar inizia l'esperienza di Eric Burdon & THE WAR, band dalla originale mix R&B, jazz, latin e rock. L'album di debutto Declares War include due classici: ''Tobacco Road'' e la hit mondiale ''Spill the Wine''. Il seguente Black Man's Burdon & Love Is All Around contiene i loro hits, come They Can't Take Away Our Music, Paint It Black, Home Dream e A Day in the Life.
In seguito Burdon lascia i WAR e collabora col grande musicista jazz-blues Jimmy Witherspoon, per l'album uilty (reintitolato Black & White Blues nella versione su CD). Il disco contiene anche brani registrati dal vivo con Ike White & the San Quentin Prison Band.
I progetti blues di Burdon continuano ancora con nuova linfa e vigore con la ricostituzione del quintetto originale degli Animals, per registrare anche nuovi album di studio. Nel 1977 infatti esce Before We Were So Rudely Interrupted con composizioni sorprendentemente fresche, grintose e ottimamente suonate. A seguire The Ark (1983) e il disco dal vivo Rip It To Shreds: Their Greatest Hits Live (1984). Nel 1994 la band ottiene la consacrazione ufficiale venendo ammessa nella Cleveland's Rock 'n' Roll Hall of Fame.
Eric si dedica in seguito a diversi progetti, non solo in campo musicale, ma anche letterario (scrivendo la sua seconda autobiografia ''Don't let me be misunderstood'' pubblicata nel 2000) ed esplorando con ruoli e cameo il suo interesse per il cinema. Dopo diversi anni, Eric Burdon torna nel 2004 con un nuovo album in studio My secret Life, un disco che attinge a piene mani dal blues e dal jazz e, dopo un dvd registrato da vivo, nel 2006 con Soul of a Man e la compilation Wild & Wicked.
Eric Burdon torna in Italia e la voce c'è ancora!
Line-up:
Eric BURDON - voice
Billy WATTS - guitar
Terry WILSON - bass
Brannen TEMPLE - drums
Red YOUNG - keyboards
Georgia NTAGAKI - lyra
OFFICIAL WEB SITE ERIC BURDON